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    August 29

    Il passato futuro

    . . . giro la chiave di accensione nel cruscotto della mia macchina e il motore, con un rombo cupo e sommesso, si avvia, ingrano la marcia e le gomme, vincendo l’inerzia naturale, cominciano a rotolare sulla strada e metro dopo metro  mi avvicino sempre di più all’autostrada.

    Alle spalle mi lascio ricordi e momenti.

    Ho liberato delle ultime cose la mia stanza, così come si pulisce una lavagna dai segni lasciati dal gesso e una parte di esse è qui con me in questo viaggio, tant’è che ho un portabagagli pieno di cose, oggetti  ke voglio tenere con me nella mia “nuova vita” e un cuore pieno di sensazioni.

    Ho salutato con un bacio le persone care e ho detto ADDIO alle persona amata, una carezza e un ultimo sguardo ai miei “piccoli”.

    Prendo la borsa con un panino e una bottiglia d’acqua che mi terranno compagnia in questo lungo ed infinito viaggio, insieme a qualke canzone.

    Sento le lacrime accalcarsi negli occhi, ma con un sorriso di circostanza le provo a celare almeno fino alla chiusura della porta dell’ascensore e poi le lascio scendere sul mio volto, scendono copiose una dopo l’altra, senza tregua, mi manca il fiato.

    Esco all’aperto e cammino, corro verso la macchina a testa bassa e sento le lacrime che continuano a cadere e nel frattempo sento addosso gli sguardi lontani, sempre più lontani delle persone che mi vedono andar via.

    Salgo in macchina e . . .

     

     

    ps. Porto questo brano con me e molti lo conoscono: è il discorso alla radio tenuto nel film Radiofreccia ed è pienamente coerente al “viaggio” che mi accingo a fare:

    “CREDO NELLE ROVESCIATE DI BONINBA E NEI RIF DI KATE RICHARDS, CREDO  . . .  AL DOPPIO SUONO DI CAMPANELLO DEL PADRONE DI CASA CHE VUOLE L’AFFITTO OGNI PRIMO DEL MESE, CREDO CHE OGNUNO DI NOI SI MERITEREBBE  DI AVERE UNA MADRE E UN PADRE CHE SIANO DECENTI CON LUI ALMENO FINCHE’ NON SI STA’ IN PIEDI; CREDO CHE UN INTER COME QUELLO DI CORSO MAZZOLA E SUAREZ NON CI SARà MAI Più; MA NON è DETTO CHE NON CE NE SARANNO ALTRE BELLE IN MANIERA DIVERSA; CREDO CHE NON SIA TUTTO QUA, PERò, PRIMA DI CREDERE IN QUALCOS’ALTRO, BISOGNA FARE I CONTI CON QUELLO CHE C’è QUA; E ALLORA MI Sa CHE CREDERò PRIMA O POI IN QUALCHE DIO; CREDO KE SE MAI AVRò UNA FAMIGLIA, SARà DURA TIRARE AVANTI CON TRECENTOMILA AL MESE; PERò, CREDO ANCHE CHE SE NON LECCHERò CULI COME Fa IL MIO CAPOREPARTO DIFFICILMENTE CAMBIERANNO LE COSE; CREDO CHE C’HO UN BUCO GROSSO DENTRO, MA ANCHE CHE IL ROCK ’N ROLL, QUALCHE AMICHETTA, IL CALCIO, QUALCHE SODDISFAZIONE SUL LAVORO, LE STRONZATE CON GLI AMICI, BEH OGNI TANTO QUESTO BUCO ME LO RIEMPIONO; CREDO CHE LA VOGLIA DI SCAPPARE DA UN PAESE CON VENTIMILA ABITANTI VUOL DIRE CHE HAI VOGLIA DI SCAPPARE DA TE STESSO E CREDO CHE DA TE NON CI SCAPPI NEANCHE SE SEI EDDY MERCHX, CREDO CHE NON è GIUSTO GIUDICARE LA VITA DEGLI ALTRI, PERCHè COMUNQUE NON PUOI SAPERE PROPRIO UN CAZZO DELLA VITA DEGLI ALTRI.”

     

    August 27

    IL TEMPO

     

     
     

    tramonto con scritta

    Lettera a ... !!!

    Dite alla mia bella che l’ AMO!!!

    E tu, ambasciator che consegni la missiva, porgile un fazzoletto perché si asciughi le lacrime che le rigano il volto.

    A te ambasciator, che hai porto il fazzoletto, offrile la spalla, oggi non vale il distacco del “postino”, oggi la vita ha giocato e ha vinto e, come una Fenice che risorge dalle ceneri, anche la mia bella, con il mio ricordo nel cuore, dovrà rinascere.

    Si mio Amor, il sangue ormai bagna la terra su cui sono steso e la vista mi si annebbia, il respiro si fa’ più rado e le forze ormai mancano quasi del tutto.

    Non serbar rancore, ma solo pietà; lascia che i tuoi occhi facciano cadere sulla tua pelle di seta le perle che nascondono senza timore, senza imbarazzo, conservando le nostre immagini, perché solo così saranno eterne.

    Il futuro non ci ha permesso di  avere vita, ma ci ha fatto solo sopravvivere in un gorgo di emozioni e sensazioni coinvolgenti e sconvolgenti.

    Le immagini si accavallano, la vita scorre sempre più veloce e ora un’ultima lacrima bagna la guancia insanguinata e la notte, con la sua mantella, mi copre come se volesse proteggermi da un futuro fin troppo compreso.

    Ecco, l’ultimo soffio di vita che involontariamente viene fuori dai polmoni lo voglio usare per dirti  … … … … …         TI AM …

     

     

    uelsmann_other10

     

     

    ROSSE COME IL SANGUE SONO LE PAROLE; PULSANTI COME UN CUORE INNAMORATO SONO LE SENSAZIONI CHE VOGLIONO ESPRIMERE !!!

    DI UN INFINITO COLORE NERO È INVECE LO SFONDO, PROPRIO COME LA NOTTE SENZA LA MIA BELLA !!!

    August 23

    AMORE = GUERRA

    Eccomi qui di nuovo a scrivere, dopo aver postato canzoni e leggende, tutti frutti di un periodo di riflessione e riposo.

    Questo intervento è solo una sorta di resoconto dei sentimenti, delle emozioni e delle sensazioni che ho potuto assaporare in questa calda estate.

    Sono qui con il mio pc, sulla panchina nel parco e dopo un periodo di valutazioni ho deciso di scrivere questo post!!!

    Una lunga estate ormai volge al termine, come (finalmente!!!) anche queste vacanze.

    È stata un’estate particolare perchè ho capito molte cose e conosciuto realmente molte persone che credevo di conoscere (erroneamente!!!).

    Ho tagliato “i ponti” con qualcuno con cui oramai avevo solo un semplice rapporto di “ipocriti saluti” e, nella cui vita oramai, non ero altro che un peso, un ricordo che il tempo stà lentamente cancellando e in questo stralcio di Romeo e Giulietta di Shakespeare, ke tra l’altro è la frase rappresentativa del mio space, rende pienamente la nostra lontananza: “OCCHI, GUARDATELA PER L’ULTIMA VOLTA! BRACCIA, CINGETELA CON L’ULTIMO ABBRACCIO! E VOI, LABBRA, PORTE DEL RESPIRO, SIGILLATE CON UN CASTO BACIO, UN CONTRATTO SENZA DATA!!!”  Romeo e Giulietta, atto V scena III !!!

     Ormai eravamo come un’orchestra arrivata alla sua ultima canzone; non ci spettano applausi e purtroppo non ci sarà alcuna replica.

    Questo concerto era un’ opera unica e l’esecuzione si barcamenava tra  eclettiche interpretazioni e stonati accordi.

    Ma ora le note scritte sullo spartito sono finite, si posano gli strumenti e i maestri di musica lasciano il palco, mentre le luci si spengono e la tenebra si impossessa di tutto fino al prossimo spettacolo.

    Questa sera ho fatto una cosa: sono andato a prendere una pizza per portarla a casa e mangiarla prima di uscire.

    Sono andato in una pizzeria dove non andavo da tempo e, soprattutto ci andavo con una persona!!!

    Ho provato una sensazione di tristezza e di insofferenza assurda entrando in quella pizzeria, nel vedere le facce di persone ke vedevo quando ci andavo insieme a lei; non vedevo l’ora ke le pizze fossero pronte per scappare via e appena preparate, sono andato in macchina e le lacrime hanno cominciato a scorrere copiose e non finivo di battere le mani sul volante per la rabbia e la tristezza.

    Le lacrime colpivano il mio cuore come proiettili e non ce la facevo a smettere e non mi interessava se qualcuno mi vedeva.

    Poi d’improvviso il tormento si è placato e ho messo in moto la macchina e mi sono avviato verso casa.

    La fame era passata e ora le pizze sono sul mobile, intatte come appena ritirate.

    Ho solo voglia di andare via adesso. Ho solo voglia di scappare da qui. Voglio stare il + lontano possibile da tutto; lontano anni luce da questi ricordi, consapevole però, ke ogni distanza non sarà mai sufficiente  a non farmi raggiungere da loro.

    Purtroppo posso solo confidare nel futuro.

    August 16

    MARELUNA

    MARELUNA

    (Pino DANIELE)

     

    Stanotte questa luna
    C'illumina la mia vita e la tua
    La casa sulla duna, lontana è la città
    Il mare ci porterà via, via
    Mareluna questa notte
    Sarai mia ancora
    Fino a che la luce arriva ed allora
    La luna se ne andrà
    Mareluna questo amore ci
    Sconvolge ancora
    Fino a che arriverà l'aurora
    Ma il mare resterà
    Mareluna

    August 13

    To the sea without her.

    Seduto in riva al mare, le onde mi sfiorano i piedi.

    La stesso mare che bagna lei lontano da me.

    L a sera mi copre con la sua veste dai fantastici colori; una veste dai riflessi luminescenti che tendono al nero della notte.

    La mente si perde guardando l’immensa distesa di mare calmo che si stende davanti ai miei okki.

    La luna ormai alta nel cielo mi illumina e il tempo sembra correre all’impazzata; ma continuo a ripensare al mare: a questo mare che bagna me e lei anche a distanza di centinaia chilometri.

    Le stesse onde che bagnano me, bagnano lei nello stesso istante; la stessa luna che accarezza con i suoi raggi la mia pelle, accarezza lei.

    Il tempo sembra inarrestabile e, scorrendo senza ritegno alcuno mi costringe ad alzarmi dalla sabbia fredda per tornare a casa.

    La luna mi accompagna nel mio percorso, così come il pensiero di lei.

    La chiave gira nella serratura e rumorosamente mi lascia entrare nel mio alloggio dove, sempre in compagnia della mia mente che, “sognando”  tristemente un futuro, si distende con me nel letto per passare un’altra notte; l’ultima notte forse in compagnia del suo pensiero che spero svanisca come un onda che si infrange sulla riva. Ma rimarrà sempre il ricordo, come sempre rimarranno le onde ad infrangersi sulle scogliere. 

     

     

    August 10

    - LA STORIA DELLA NOTTE DI SAN LORENZO -

    Le lacrime di San Lorenzo.


     

    La notte di San Lorenzo è, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza.
    In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

    Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agosto sono anche chiamate fuochi di San Lorenzo, poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo. Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto che ancora oggi in Veneto un proverbio recita “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti”.

     

     

    …(10 agosto 2003)

    stelle

     
    August 09

    Leggende di Napoli: la notte di San Lorenzo.

    Oggi, dato ehe sono qui a scrutar il cielo dal balcone di casa, seduto in modo abbastanza precario, ho voluto cercare la storia di questa "strana" notte e ora vi rendo partecipi di ciò che ho scoperto!!!

    Miti, leggende e misteri si intrecciano fra loro in una città antica e “mistica” come Napoli, dove spesso il sentimento religioso è accompagnato da superstizioni che si perdono nella notte dei tempi.

    Anche Napoli, come molte altre città del mondo, ha le sue figure mitiche i suoi spiriti, maligni o benigni che popolano i palazzi storici della città ma, curiosamente, alcuni sono più famosi di altri. Così come accade per le vicende umane, anche quelle soprannaturali possono essere sopravvalutate o bistrattate, a seconda della loro provenienza. Tutti conoscono la storia e “O’munaciello” o della “Bella ‘mbriana” ma pochi sanno di altri spiriti che attendono solo che la loro storia venga raccontata.

    Uno di questi infesta un antico palazzone di quella che i giornali del terzo millennio usano denominare “periferia degradata di Napoli”: un palazzo di Secondigliano, al tempo dei fatti ridente comune circondato da lussureggianti campagne. Data la sua origine antichissima, infatti, anche Secondigliano ha nel tempo partorito i suoi miti e le sue credenze popolari. Alcune di origini antichissime, altre qualificabili come mere leggende metropolitane, del tutto simili a quelle che si raccontano in altri luoghi.

    Una però ha come proscenio un luogo preciso: un antico palazzo del Corso Secondigliano,

    Ubicato al numero civico 148. Si racconta che circa 100 or sono nel cortile del palazzo, nella sera del 9 Agosto, si tenne un fastoso banchetto per festeggiare le nozze di due giovani sposi: Milena e Cosimo. A quel tempo i matrimoni combinati non erano affatto rari e questo era uno di quelli. La povera Milena, di soli ventisette anni, non provava nulla per il suo sposo, scelto per lei dai suoi genitori ma, si racconta, fosse in realtà innamorata di un altro uomo. Quella festa poneva definitivamente fine a qualsiasi sogno d’amore. Terminato il ricevimento, i due si ritirarono nel loro modesto appartamento al terzo piano per brindare in solitudine alla nuova vita che li attendeva. Nuova vita che, per Milena, aveva tutto il sapore di una prematura morte. Giunto il movimento di adempiere ai suoi doveri coniugali, la giovane inventò una scusa e, ancora con il candido abito nuziale indosso, si recò verso l’attico dell’antico palazzo. Lì una pallida luna irradiò dei suoi raggi argentei il vestito della donna, che si accese di un candore quasi soprannaturale.

    Malinconicamente, dopo un attimo di esitazione, Milena scavalco il parapetto e si gettò nel vuoto.  

    Da quella notte, sostengono i vecchi del quartiere, ancora oggi ogni 10 di Agosto a mezzanotte è possibile scorgere una diafana figura aggirarsi sulla terrazza del palazzo, pervaso da un’atmosfera particolare, quasi soprannaturale. In quei momenti, la luna si colora di rosso mentre lo spettro di quella infelice si sporge e si lancia nel vuoto. Il suo etereo corpo precipita leggermente lungo la facciata del palazzo mentre il suo candido velo si gonfia, volteggia e poi si lacera impigliandosi fra le inferriate dei balconi. Un terribile e tragico tonfo squarcia il silenzio della notte, mentre urla spettrali provenienti dall’aldilà (le voci delle anime dannate, dicono i vecchi segnandosi) si levano dal cortile. La luna poi torna al suo triste biancore, illuminando per l’ultima volta il volto sfigurato della sposa. Dopo qualche secondo la figura si rialza per dirigersi lentamente verso il grande portale di legno del palazzo, sparendo nel nulla.

    C’è chi è pronto a giurare che quella bianca figura che ogni 10 d’Agosto precipita dalla terrazza del palazzo al 148 di Corso Secondigliano sia proprio l’anima dannata della povera Milena che non potrà mai trovare requie a causa del suo gesto sacrilego con cui ha posto fine alla sua giovane vita.

    Per altri invece, quel bagliore non è altro che una illusione ottica creata da una delle tante stelle cadenti che ogni anno solcano il cielo nella notte di San Lorenzo.

     

    Stella polare

    August 05

    Un momento come goccia nell'oceano!

     

    … lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato domenica …

    … i giorni passano, trascorrono veloci le ore che li compongono, come note di una canzone.

    Dita che si alternano veloci e con gesti all’apparenza inconsulti e impulsivi, ma  in realtà tecnici e appassionati.

    Senti la vita che a volte accellera e a volte rallenta e tu cogli l’occasione di voltarti in dietro a scorgere i momenti trascorsi oppure concentrarsi sul futuro, commettendo il grave errore di non calcolare il presente.

    Ora la vita mi stà concedendo l’amara soddisfazione di poter volgere lo sguardo  nella direzione che voglio e, fissando il presente, mi accorgo che del passato non mi è rimasto niente, se non l’acre sapore in bocca del vuoto.

    Purtroppo anche il futuro, spiato con queste recondite sensazioni non appare roseo.

    Mi stò cominciando a rendere conto di aver perso o lasciato scappare molto tempo  e molte occasioni e di non aver possibilità di recuperare.

    I presupposti sono questi  ed io, nonostante tutto, non voglio abbattermi; slls fine sono io quello che tira sempre avanti; sono io quello con il sorriso sempre pronto e con la battuta in pole position.

    Da buon napoletano non  lascio trasparire le mie ansie o la mia trastezza; indosso sempre la maschera sorridente nonostante tutto.

    In fondo in fondo …

    CONFIDO SEMPRE NEL FUTURO.

    Ps. La vita è una cosa difficile, infatti è difficile  uscirne vivi!!!